pagine in costruzione
Storico, giurista, economista, saggista e politico, nacque a Civitacampomarano nel 1770. Partecipò in maniera attiva, ricoprendo ruoli di rilievo, alla Rivoluzione napoletana del 1799 e alla seguente Repubblica partenopea; con il ritorno dei Borboni conobbe il carcere, quindi l'esilio a Parigi, dove attese al "Saggio storico sulla Rivoluzione napoletana del '99", pubblicato nel 1801.
Nel 1806, dopo aver pubblicato il "Platone in Italia", singolare romanzo archeologico in forma epistolare, poté far ritorno a Napoli e fu dapprima consigliere di Cassazione e poi del Tesoro. Dal 1816 fino alla morte avvenuta nel 1823, visse in un doloroso stato di follia, che lo spinse a distrugge re numerosi suoi manoscritti. Nel "Saggio", libro esemplare della storiografia italiana, con fluiscono le note salienti della cultura italiana e specialmente meridionale degli inizi del secolo XIX. Un'attenta meditazione non solo del Machiavelli, ma soprattutto di Giambattista Vico, alle istanze costituzionali e liberali, nel "Saggio" Cuoco individuava la grave frattura tra gli intellettuali e il popolo e pro spettava quello che ·sarebbe stato uno dei problemi del nostro Risorgimento.
Nell'opera "Rapporto e progetto di decreto della pubblica istruzione", Cuoco sosteneva il principio dell'istruzione elementare gratuita e obbligatoria anche per le donne. Oggi la sua casa ristrutturata, di proprietà del Comune, è predisposta ad accogliere i visitatori.