Biografia Sbend

Tratti essenziali della Sbend:
Corrado Pagliari: prima di suonare deve assolutamente risolvere le sue necessità nutrizionali esclusivamente con un primo piatto caldo, onde evitare inspiegabili nervosismi pre-concerto. Nonostante la sua saggia età, desidererebbe suonare metallo, fuso. La sua maggiore preoccupazione in fase di sound-check è il banjo, ma temerario, sta approdando all’acquisto di una balalaika. Antico. Questo è l’aggettivo inspiegabile che la madre gli attribuiva, porgendogli affettuosamente una palma benedetta all’interno della tasca della custodia della chitarra.
Mauro D’Antonio : solitamente si presenta alla sala prove (la cellafrigo) in completo da intonacatore o falegname, sfoggiando il suo proverbiale pessimismo e predicando ai suonatori limitrofi di tenere un volume decente, ma si adegua immediatamente a livello, raggiungendo anche trance ritmiche da cui è difficile distogliere. Se avverte la presenza di belle donnine nella zona, questo batterista può raggiungere alte performance.
Adriano Tarullo: si presenta puntualmente alla serata del concerto privo del jack della chitarra. Perde costantemente plettri, di cui regolarmente non si approvvigiona. Se si rompe una corda della chitarra è meglio averne una di ricambio (di chitarra). Non ricorda i testi delle canzoni (nemmeno le sue). È tendenzialmente portato a cambiare, durante l’esibizione dal vivo, quello che la Sbend ha suonato per ore e ore nelle prove. La Sbend si sta chiedendo il motivo per cui continuare a suonare con lui.
Francesco Di Vitto: promettente chitarrista, mancino, noto per la sua precisione e la sua memoria impeccabile. Attualmente sta seguendo corsi di chitarra presso l’Accademia Romana di Musica . Suonare la chitarra è la sua ambizione. La Sbend lo sa, ma poi chi lo suona il basso? Fondamentale per la Sbend, è l’unico astemio.
Alfredo Serafini: avete mai ascoltato un mandolinista heavy metal? Difficilmente concede bis, filosofia rock, memorabili le sue parole rivolte al sindaco del paese in fase di allestimento pre-concerto (“non rompeteci le palle, stiamo lavorando”). Il suo piatto preferito è la contropennata all’arrabbiata. Ma diffidate, è un generoso.
Gabriel Grossi : ultimo innesto, pianista elettrico, assiduo frequentatore di bar, ma inspiegabilmente non sopporta i piano-bar. Ragazzo jazz dalla vena malinconica e dall’arteria sarcastica.

Ok…fino ad adesso abbiamo scherzato, adesso è il momento di sentire che cosa è realmente la Sbend:

dall’album I vuojjie bbene a nonnate

Medley Ivan Graziani dal vivo:

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