Scrivere una canzone. Come nasce il loro successo? Sentiamolo dai cantautori italiani

cantautori italiani

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Come nasce una canzone? Cos’è che ci da la spinta per scrivere una canzone? Qual è l’ingrediente del successo di una canzone? Ce lo raccontano i cantautori italiani in una serie di interviste che ho raccolto dal serbatoio di video gettate nella rete.

Fabrizio De Andrè, in un’intervista con Mollica, ci dice come nasce La canzone di Marinella dichiarando di aver preso spunto da un articolo di giornale da cui rimase commosso.

In una breve introduzione nel video, è interessante ascoltare un’altra intervista, in cui De Andrè in poche parole fa capire che la popolarità di una canzone non è dovuta molto alla bellezza di un testo, piuttosto alla semplicità di assorbimento da parte degli ascoltatori di alcune parole che se accompagnate da facili rime danno un miglior risultato.

“Non considero La canzone di Marinella ne peggiore ne migliore di altre canzoni che ho scritto. Solo che le canzoni si distinguono in fortunate e sfortunate, probabilmente il fatto che Marinella facesse rima con parole come bella, stella l’ha resa più fortunate delle altre”

httpv://www.youtube.com/watch?v=G5Rn9xY8IJ4

Interessante è il concetto di successo di un cantautore che aveva Francesco De Gregori in un intervista con Minà, descrivendolo come un incidente di percorso, come può essere l’insuccesso. Forse voleva intendere che le canzoni di un cantautore non sono destinate al grande pubblico. Un po’ mi fa ricordare il concetto di rima facile espresso da De Andrè nella precedente intervista che ha facilitato il successo della “Canzone di Marinella”.

Nell’intervista De Gregori spiega come nasce la canzone Generale, o quanto meno come andrebbe intesa.

“Credo di aver cercato di scrivere una canzone sul ritorno a casa, dopo qualsiasi tipo di guerra. Dopo una guerra tradizionale fatta di pistole, cannoni o dopo una guerra quotidiana fatta di lavoro, di brutto lavoro. Soprattutto direi che Generale è una canzone sulla casa, sulle mogli, sui figli.”

httpv://www.youtube.com/watch?v=D1AXBtCR4yI 

Sempre con Mollica in prima linea in compagnia di Francesco Guccini, in una intervista accanto al camino, esplora diverse canzoni del cantautore ormai a tutti gli effetti pavanese.

Guccini racconta la nascita della canzone La locomotiva spinto dall’influenza di un suo cugino membro di una federazione anarchica, sull’onda delle canzoni anarchiche e partigiane cantate nelle osterie, incuriosito dalla storia di Rigosi che s’impadronì di una locomotiva per sfrecciare verso la stazione di Bologna, storia raccontata in un libro di memorie “Trent‘anni di officina” e commentata insieme al “pensionato” vicino di casa. Un insieme di circostanze e un preciso percorso nella vita del cantautore che ci fa capire che certe canzoni non nascono certo dal nulla.

httpv://www.youtube.com/watch?v=X_WJ7F3uduc  

In definitiva posso aggiungere che si può scrivere una canzone anche senza molta cura, accozzando versi in maniera che le parole si incastrino con il tema musicale, magari utilizzando una facile rima e raggiungere una discreta fama nel business mediatico.

Poi però, se vogliamo ricordarla e renderla immortale o di bellezza d’autore, dobbiamo capire come nasce una canzone. Non nasce da un semplice istante, ma dentro c’è nascosta un’esperienza di vita. Come ci insegnano i cantautori italiani, le canzoni possono essere scritte anche velocemente, ma prima bisogna pensarle in un’intera vita.

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