La musica nella società contemporanea: è di tutti, ma non per tutti.

In questa società contemporanea la musica non si evolve, ma punta alla decrescita qualitativa, perché più semplice è (meglio dire banale), meglio è recepita e più è funzionale. La musica è un mezzo, un contorno, un’esca per raggiungere altri obbiettivi, spesso legati a scopi di lucro.

La musica la viviamo ogni giorno, la sentiamo ovunque. Spesso ci appassioniamo a qualche brano, magari sentito alla radio, in televisione o magari proposto da qualche band in qualche concerto. Poi c’è chi si appassiona e chi fa finta.

È difficile vivere in questo tipo di società, dove tutto l’interesse è solo catalizzato alla ricerca di un presunto divertimento. La musica subisce questo andamento e deve adeguarsi.

Il musichello - La musica di casa tua

Il musichello - La musica di casa tua

Non c’è ricerca, non c’è passione, tutto rimane in superficie, tutto deve essere consumato subito. Non si capisce che l’intensità di un’emozione è proporzionale all’impegno che concediamo nella propria ricerca.

La signora musica maltrattata e violentata mi irrita e mi indegna. Tutto viene omologato e dato in pasto ai consumatori della superficialità.

La musica come il vino, di cui non si riconoscono gli odori, i colori, le essenze. Si comprano in confezioni di plastica nei supermercati e si consumano solo ed unicamente per ubriacarsi.

Non si capisce che la ricerca di un’arte ci può inebriare allo stesso modo di un’iniezione di alcool nel corpo.

Non sto dicendo di non divertirsi, di non essere leggeri, ma sono convinto che non lo si debba essere in tutti i momenti della propria vita e a tutti i costi.

Vado in alcuni concerti o in alcuni appuntamenti culturali e quello che vedo è un pubblico adulto. I giovani sono totalmente calamitati dai messaggi mediatici in cui non è concessa la riflessione:

  • Nelle radio gli intro musicali delle canzoni vengono tagliati, perché l’importante è dare attenzione solo ed esclusivamente alla melodia. Gli arrangiamenti non hanno importanza, men che meno le parole, basta ficcarle a caso e più si scrivono ovvietà più il brano funziona.
  •  I film che lasciano spazio alla riflessione, ai dialoghi sono considerati lenti. Qui si corre, non ci può fermare. Peccato che alla fine di questa strada c’è un muro.
  •  Vanno di moda i comici o meglio, una particolare tipologia di comicità. Guai se lasciano spazio a questioni di interesse sociale, politico, intellettuale. Più si è volgari e spiccioli più funzioni alla grande.
  •  Vanno le orchestrine dello spettacolo che ricalcano adeguatamente i miserabili spettacoli della prima visione televisiva. Vanno le cover band, perché non si ha voglia di ascoltare, ma si vuole sentire quello che già si conosce.
  •  I teatri chiudono, tanto abbiamo l’amica televisione.

Tutta questa leggerezza cadrà sulle vostre teste, pesante come la vostra indifferenza.

L’estate sta volgendo al termine. Anche per quest’anno ne ho viste e ne ho sentite troppe. Voglio concludere con una frase di Che Guevara, la cui immagine piace tanto negli ambienti giovanili.

“La rivoluzione del mondo, passa attraverso la rivoluzione dell’individuo”

….come siamo lontani!

Tags:

Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:

Page optimized by WP Minify WordPress Plugin