Le cover dei gruppi musicali italiani: un mondo da scoprire

Il fenomeno delle cover dei gruppi musicali italiani negli anni ’60 e ’70 era una prassi consolidata. Girando per il web si trovano delle cover davvero strane.

cover di gruppi musicali

La maggior parte sono delle riproposizioni di brani di fama internazionale, riadattate in lingua italiana. Spesso sono canzoni con gli stessi arrangiamenti e senza velleità, infatti finiscono per essere solo delle brutte copie delle originali.

Comunque vale la pena esplorare questo mondo in un epoca in cui i gruppi musicali italiani risentivano fortemente delle novità  che venivano principalmente dagli Stati Uniti e dall’Inghilterra.

Incominciamo…

I Faraoni con “Dimmi se mi vuoi” ripropongono GIMME SOME LOVIN nel 1967. Se da un lato sono buone le voci e il riadattamento vocale, dall’altro l’arrangiamento lascia molto a desiderare. Se penso alla versione dei Blues Brothers mi viene la pelle d’oca. Tra l’altro mi sembra di sentire che gli strumenti siano scordati (tolgo il “mi sembra”).

Una cover del gruppo musicale italiano Gli Innamorati che cercano di fotocopiare con scarsi risultati “Light My Fire” dei Doors in una versione ristretta tradotta in italiano dal titolo “Prendi un fiammifero”.

Gianni Pettinati fa veramente addrizzare i capelli nella versione italiana “Like a Rolling Stone” di Bob Dylan, una vera pietra che rotola….

Interessante questa cover “Tu non sei dritta” di Augusto Righetti e il suo Charly’s Team che ripropone Day Tripper cambiando l’arrangiamento originale, infatti nella versione italiana spunta fuori uno strumento a fiato che sostituisce la chitarra nel riff iniziale della canzone dei Beatles.

Un esempio di cosa vuol dire realmente fare una cover, ovvero partire da un pezzo scritto da altri per farne una propria reinterpretazione, una nuova canzone, una nuova esperienza, una nuova emozione. Non significa copiare. Poi può piacere o meno, dipende dai gusti e sicuramente bisogna avere un orecchio critico per allontanarsi dalla familiarità acquisita dal pezzo originale. Personalmente a me piace sia il brano dei Beatles, ma riconosco il grande estro e la capacità di elaborazione di un grande gruppo musicale italiano di cui possiamo vantarci all’estero.

PFM – Beatles cover – Eleanor Rigby

Se volete potete sbrizzarrirvi, nel web se ne trovano molte altre…

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