Ma tu sapresti scrivere in dialetto abruzzese?

Scrivere in dialetto abruzzese nei miei primi approcci non è stato facile. Il dialetto scompare, si trasforma si “italianizza”; l’italiano è il linguaggio adottato nelle scuole,in televisione, ecc..

I miei genitori m’hanno insegnato l’italiano, ho appreso il dialetto in strada, tra gli amici. Non posso nascondere che ho provato a
scrivere un testo pensandolo in italiano, per poi tradurlo in dialetto e non ho raccolto niente di buono.

Una parola in dialetto può racchiudere un’intera azione, può racchiudere un significato che solo in quel modo puoi esprimere. Oltre a saperlo parlare, bisogna anche saperlo scrivere. E qui le cose si complicano.

Chiaramente mi sono documentato su qualche libro. Tra i libri che avevo in casa e quelli reperiti in biblioteca è sbucato fuori
“Il cuculo della playa”di Liborio Caranfa, edito dall’associazione La Foce, e lì ho trovato quello che cercavo.

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Poesie in dialetto abruzzese

Oltre ad avere una codifica letteraria del dialetto,da cui potevo attingere parole come un vocabolario, è stato divertente leggere alcune vicende paesane, versi in rima che l’autore ha saputo elaborare con ampia ironia.

La linea e lo spirito seguiti dal  Cuculo  sono in perfetta armonia con quello che avevo in mente da realizzare, fino al punto che ho
musicato dei versi da lui scritti , che si adattano perfettamente alla forma di canzone.

In questo post mi voglio soffermare su una canzone in particolare scritta da Liborio Caranfa e da me arrangiata. Si tratta di Vierne, contenuta nell’album Sacce cu é ju bblues. Di seguito puoi trovare il testo e la traduzione in italiano, qui sotto puoi ascoltare in streaming il brano:

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Una donna abruzzese sulla neve

Vierne

Mannaggia cumm’è fridde mantemane!
ancora nenghe e fiene i vejierizze;
sonane ‘gluocche pure le campane;
la neve c’è agguadata a tutte i pizze.

Dalla fenestra guarde la campagna
senza fronda verde … e me scuragge.
C’è rammantata tutta la muntagna.
Rinzerre vrevuttenne…e mo’ ve’ magge!!

Quand’è ‘stu tiempe t’da stà renchiuse,
senza putè gere’ ‘na cie’ pe’ Scanne.
La troppe fridde te fa ‘sce le pluse,
se nen te mette ‘n cuolle qua’ malanne.

Dalla fenestra guarde la campagna
senza fronda verde … e me scuragge.
C’è rammantata tutta la muntagna.
Rinzerre vrevuttenne…e mo’ ve’ magge

Traduzione in italiano
Inverno

Mannaggia come è freddo stamattina!
Ancora nevica e ci sono i mulinelli;
suonano sordamente anche le campane;
la neve si è appiccicata dappertutto.

Dalla finestra guardo la campagna
senza fronde verdi…e mi scoraggio.
Si è ricoperta tutta la montagna.
Richiudo borbottando…e mò arriva maggio!!

Quando fa questo tempo devi stare rinchiuso,
senza poter girare un po’ per Scanno.
Il troppo freddo ti fa crescere i peli,
se non ti mette addosso qualche malanno.

Dalla finestra guardo la campagna
senza fronde verdi…e mi scoraggio.
Si è ricoperta tutta la montagna.
Richiudo borbottando…e mò arriva maggio!!

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