Concerti sotto le tende a Fossa e L’Aquila dopo il terremoto

concerti dopo il terremoto L'aquila

concerti dopo il terremoto L'aquila

Dopo il terremoto del 6 Aprile,  la Sbend ha fatto concerti al capoluogo L’Aquila,  Fossa e Tagliacozzo. Una sorta di minitour per incoraggiare le popolazioni colpite dal sisma.

Durante una pausa nelle prove, ci è balenata l’idea di andare a suonare a L’Aquila considerando il fatto che potevamo portare un sollievo alle persone colpite dal terremoto. L’idea è stata accolta da tutti con entusiasmo.

Così abbiamo intrapreso una serie di concerti a partire dall’università de L’Aquila, dove abbiamo suonato sotto il tendone, che ospita provvisoriamente le lezioni, con il coordinamento di alcuni studenti che hanno promosso l’evento, la partecipazione della preside della facoltà di medicina e il veneto Maurizio Felici, guida alpina, uno dei protagonisti nel temerario intervento di soccorso nelle macerie causate dal tragico evento del 6 aprile.

Concerto nella tenda allestita a Fossa

La tappa successiva si è concretizzata con un concerto sotto il tendone destinato alla mensa della tendopoli allestita a Fossa, uno dei centri più colpiti dal sisma. L’interazione con le persone del paese è stata formidabile, divertente ed a tratti commovente, in cui l’esecuzione dei brani tradizionali arrangiati dalla Sbend, ha evidenziato serenamente quel senso di appartenenza alla proprie origini e la necessità di ribellarsi allo stato d’inquietudine che li trattiene vincolati in quelle tende.Il concerto si è esteso, dopo diversi bis, alternando suoni di mandolino, banjo, armoniche e chitarre, fino al momento del pasto serale, anticipato da un commosso ringraziamento del sindaco.

Altra serata emozionante è stata quella di Tagliacozzo, in cui diverse proloco di diversi paesi limitrofi hanno organizzato un evento di beneficenza a favore di Fossa, in cui sono stati raccolti 40000 euro. Formidabile tutto il calore della gente che ci ha tenuto a lungo fino a tarda notte, con la soddisfazione del punto vendita delle magliette pro-Fossa, con cui dividevamo la piazza e chiaramente le intenzioni.

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